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Laveria Lamarmora

L’opera più imponente e suggestiva realizzata durante la direzione dell’ing. Warzée è la costruzione a strapiombo sul mare della Laveria Lamarmora. Eretta in poco più di un anno, essa viene terminata e messa in esercizio nel 1897 benché approvata dal Ministero della Marina Militare solo nel 1904. L’ing. Warzée, prevedendo le opposizioni, che di fatto gli vennero in seguito mosse dai proprietari delle tonnare, richiede l’autorizzazione per il suo esercizio solo nel 1898, usando come scudo la minaccia di licenziare i 1300 operai ormai assunti.

L’area di sedime scelta per il nuovo impianto si sviluppa ai piedi del pendio ovest della collina Punta Grutixedda, prima che questa degradi a picco sul mare, con uno strapiombo di circa trenta metri di altezza. Il sito scelto risultava particolarmente favorevole per la vicinanza del mare, l’acclività del terreno e la presenza di diverse strutture: il piano inclinato collegato alla rotabile, che aggirava la collina e permetteva l’arrivo del minerale smistato nel piazzale Chessa, i silos, i due forni a tino, e soprattutto, il Porto Ghiano, provvisto di magazzino per lo stoccaggio.

Durante gli anni trascorsi dalla chiusura, la Laveria Lamarmora è stata svuotata dai macchinari che ospitava, spogliata di molti elementi di fabbrica, infissi, coperture, impianti.  Nel 1990, in seguito al degrado statico delle strutture, la Soprintendenza ai Beni Culturali delle province di Cagliari e Oristano ha finanziato un intervento di consolidamento e restauro. Sono state demolite e ricostruite le strutture voltate ormai pericolanti e ripristinate quelle crollate.

 Bibliografia

  1. Mossa, “Appunti sull’industria mineraria in Sardegna”, in Cagliari: Collegio degli ingegneri ed architetti della Sardegna, 1902, Tipo-Litografia Commerciale, pg. 22.
  2. Sella,”Relazione del deputato Sella alla Commissione d’inchiesta composta dei Deputati, Sulle condizioni dell’industria mineraria nell’isola di Sardegna: tornata del 3 maggio 1871″,  Sessione 1870-71, pag. 16.
  3. Capacci, “Studio sulle miniere di Monteponi, Montevecchio e Malfidano in Sardegna”, Estratto dal Bollettino della Società Geologica Italiana, Vol. XV (1896), fasc.5, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1897, pg. 158.
  4. Sanna, “I nuovi paesaggi del Sulcis-Iglesiente”, in G. Peghin (a cura di), Paesaggi Mineari, LetteraVentidue, 2016.
  5. Steri, “Mineralurgia”, Cooperativa Tipografica Editoriale N. Canelles, Iglesias, 1996.
  6. Manis, “Archeologia mineraria nell’Iglesiente. Il progetto di conservazione integrata della miniera di Nebida”, tesi di laurea, Relatore Prof. Tatiana Kitova, A.A. 1999-2000.
Progetto della Laveria Lamarmora. Proprietà dell'Archivio Storico Igea, cartografia in rotolo.
Foto aerea @Alvito
Archivio Soprintendenza
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