PAESAGGI MINERARI // FONTANAMARE 

L’approdo e la miniera di Fontanamare

  1. Sanna, G. Monni

La strada che snodandosi nella valle collega la miniera di Monteponi con il capo nord della spiaggia di Fontanamare viene inaugurata il 5 dicembre 1850 con due carri colmi di minerale e trainati da buoi, al termine di un cantiere di appena un mese che coinvolge tutti gli operai della miniera, donne comprese. Paolo Antonio Nicolay, il primo presidente della Società Monteponi, dimostra infatti al Consiglio di Amministrazione che imbarcando il minerale a Carloforte piuttosto che a Cagliari, e realizzando a Fontanamare un approdo intermedio, la voce di spesa sarebbe diminuita considerevolmente. Non solo. Prima di tornare a Genova si assicura che vengano eretti nell’arenile un magazzino per lo stoccaggio e una casa per il guardiano. La Società Monteponi funge quindi da apripista nell’elezione di Fontanamare ad avamposto costiero delle miniere che si affacciano sulla valle, ovvero San Giorgio, San Giovanni, Seddas is Moddizis, Monti Oi, Monte Agruxau, Monti Onixeddu, San Benedetto.

I giacimenti di lignite nascosti nel sottosuolo di Fontanamare vengono invece scoperti da Angelo Nobilioni che avvia le prime esplorazioni nel 1861 ma ottiene la concessione solo il 30 agosto 1868 con un’estensione di 255 ettari. I primi lavori di coltivazione riguardano una superficie pressoché pianeggiante di 40-50 ettari a ridosso della banchina di attracco che avanza sul mare al capo nord della lunga spiaggia. Insieme a Bacu Abis e Terras Collu, Fontanamare diventa così uno dei più importanti giacimenti di lignite del bacino metallifero.

Al contempo, la dolce acclività del terreno e la possibilità di sfruttare l’approdo spingono l’ing. Giulio Keller, direttore della miniera di Nebida, a realizzare tra il 1865 e il 1867 una strada che conduceva all’arenile per costruire a Fontanamare i primi impianti di trattamento dei minerali estratti a Nebida.

Per molti anni la fonderia di Masua e quella di Fontanamare sono state le uniche fonderie del bacino metallifero capaci di trattare i minerali piombiferi poveri. Almeno fino al 1889 quando i forni a manica di quella di Fontanamare vengono fermati per esaurimento di Cuccu Aspu, il cantiere di Nebida che li alimentava.

Il 1° aprile 1867 la Società Monteponi abbandona l’approdo di Fontanamare, troppo condizionato dai venti, a favore del porto di Cagliari che distava 56 km. Ma solo fino al 1875, quando Baudi di Vesme, presidente della Società Monteponi, inaugura la ferrovia Monteponi – Porto Vesme, spostando così l’interesse della società per Fontanamare solo sulla coltivazione del carbone fossile. Il 13 giugno 1872 Adolfo Pellegrini, direttore tecnico e amministrativo della miniera, acquista infatti da Angelo Nobilioni i diritti di concessione della miniera di lignite per assicurarsi almeno parte del combustibile necessario alle macchine di estrazione del Pozzo Sella. Dagli inventari della Monteponi si rileva infatti che nel 1878 la società possedeva sull’arenile una casa per il caporale, alcuni cameroni per i minatori, la casa per la Forgia, la fornace, e la casa del pozzo. Ma il 25 aprile 1889 la prefettura revoca alla Monteponi la concessione della miniera per abbandono dei lavori dopo aver inutilmente prefisso un termine che ne imponeva la ripresa.  Le ragioni dell’incuria sono da ricercare soprattutto nella sempre più esigua estensione dei filoni le cui potenzialità erano state peraltro compromesse dalle acque che provenivano in gran parte dalla vicina palude Sa Masa, ove prevalentemente defluiva la ragguardevole portata, circa 900 litri al secondo, della Galleria di Scolo di Monteponi realizzata per abbassare il livello delle acque di falda dell’intero bacino.

Prima che venisse realizzata la ferrovia Monteponi – Porto Vesme, l’approdo di Fontanamare è stato sfruttato anche dalla Società Civile delle Miniere di Iglesias e dalla Società San Giovanni che avevano entrambi eretto abusivamente magazzini per lo stoccaggio dei minerali. Quello appartenente alla prima viene rilevato e sanato dalla Vieille Montagne con un contratto di concessione rilasciato dalla Capitaneria di Porto nel 1874, mentre il secondo risulta negli stessi anni acquisito dalla Società di Nebida.

Nel 1917 dopo anni di evidente abbandono, quando ormai la fonderia e le case erano ridotte allo stato di rudere, la miniera di lignite di Fontanamare viene concessa alla Società delle Miniere Lanusei, su istanza inviata dall’ing. Carlo Parnisari, direttore della miniera di Masua, al Commissariato generale per i Combustibili Nazionali, che nel 1919 risponde favorevolmente. Nel 1933 viene però nuovamente abbandonata per esaurimento del giacimento. E l’ing. Cesare Vecelli, presidente della Società Lanusei, chiede ed ottiene la revoca alla concessione. Infine il 3 gennaio 1941 subentra la Società Mineraria Carbonifera Sarda che rinnova il permesso di ricerca fino al dicembre 1951, anno in cui la miniera viene definitivamente chiusa.

Bibliografia

Quintino Sella, Sulle condizioni dell’industria mineraria nell’isola di Sardegna, Torino, Stabilimento tipografico Doyen, 1870, p.170.

Monteponi. Istanza inviata dall’ing. Adolfo Pellegrini al Prefetto della provincia di Cagliari. Archivio di Stato di Cagliari, Cartella 258.

Fonderia di Fontanamare. Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Direzione Generale dell’Agricoltura, Annali di Agricoltura, 1883. Relazione sul servizio minerario nel 1881. Roma, Tipografia Eredi Botta, 1883. p. 241.

Corpo Reale delle Miniere, Distretto di Sardegna. Processo verbale del sopraluogo eseguito alla miniera di lignite denominata Fontanamare, posta in territorio del Comune di Gonnesa, Circondario di Iglesias, Provincia di Cagliari, allo scopo di constatarne l’abbandono. Archivio Ex Distretto Minerario di Iglesias, Cartella 027, Fontanamare.

Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, Direzione Generale dell’Agricoltura, Annali di Agricoltura, 1884. Relazione sul servizio minerario nel 1882. Fonderia di Fontanamare. Roma, Tipografia Eredi Botta, 1884. p. 196-197.

Giovanni Rolandi, La metallurgia in Sardegna, Roma, L’industria mineraria, 1971, p. 158.

Relazione dei periti giudiziari, Eduardo Ippolito, Vincenzo Caruso, Federico Raffaele, nella causa vertente tra i Proprietari delle Tonnare di Porto Paglia e Porto Scuso (Sardegna) contro la Società delle Miniere di Malfidano, la Società Anonima per il lavaggio dei minerali in Sardegna e le Amministrazioni del Demanio e della Marina dello Stato, Genova, Tipografia Operaia di Corsi & Ciarlo, Vico Alabardieri, 1914. p.46-47. 

Società di Monteponi: centenario 1850-1950, 1952, Torino, Tip. Bona, p.130.

Foto storica fontanamare
Un’immagine storica del 1895 Fontanamare.Archivio Storico Minerario IGEA Spa.
Fontanamare. I ruderi dell’approdo, della laveria e della fonderia. Fondo fotografico Montecatini, presso il Centro per la cultura d’impresa