ITINERARI // FERROVIE 

La rete delle ferrovie minerarie del Sulcis Iglesiente e dell’Arburese, oggi in buona parte dismessa, si sviluppava, insieme a quella civile, per quasi 150 chilometri nel territorio sud-occidentale della Sardegna, rendendolo uno dei territori con il maggiore grado di infrastrutturazione industriarle del Mediterraneo. In ogni concessione mineraria insisteva un tratto, più o meno esteso, di ferrovia che aveva la funzione di collegare le ‘bocche di miniera’ e i piazzali di stoccaggio minerario con i terminali portuali più prossimi. Alcuni di questi tratti furono disegnati seguendo le orografie più convenienti; dove questo non fu possibile, ancora possiamo vedere esempi emblematici delle cosiddette ‘gallerie ferroviarie’ come quella ‘Henry’ tra Buggerru e Planu Sartu e soprattutto di ‘Porto Flavia’, nell’ultimo tratto ferrato che collegava la miniera di Masua con il suo celebre porto, nel quale fu scavato l’interno della costa dolomitica non solo per il trasporto ma anche per la costruzione di sette grandi silos per l’immagazzinamento del materiale prima dell’imbarco. A seguito della chiusura del tratto ferroviario tra Monteponi e il Porto Baudi di Vesme, nel 1974, i tracciati ferroviari sono stati oggetto di incuria e abbandono, talvolta del tutto cancellati. Solo recentemente – e ancora in misura minore – si è avviato un processo di recupero come viabilità dolce.

Archivio Storico Comunale di Iglesias, Fondo Monteponi-Montevecchio, busta 1.2 - f19. Miniera di Monteponi. Il piano inclinato (Divieto di ulteriore pubblicazione).
Archivio Storico Comunale di Iglesias, Fondo Monteponi-Montevecchio, Monteponi – busta 1.2–f20, Monteponi. Stazione della ferrovia privata. Particolare dello scalo, (Divieto di ulteriore pubblicazione).